SEO

AI Overviews SEO: quanto costano in click? Test su 3 siti

Tre siti, un anno di dati: dove gli AI Overviews tolgono click, dove no, e cosa Search Console ti mostra (e cosa no).

Quando in SERP compare un AI Overview, la prima posizione organica perde in media il 34,5% del CTR, secondo lo studio Ahrefs di aprile 2025 su 300.000 keyword. In Italia gli AI Overviews sono attivi dal 26 marzo 2025 e da maggio 2026 Search Console ti dice quante volte sei comparso dentro AI Overviews e AI Mode, ma non quanti click hai preso. Qui ti mostro il metodo che uso e i numeri di 3 siti che seguo: sui due informazionali il 19-27% delle impressioni passa già dalle funzionalità AI, e i click sulle guide sono scesi del 22-40% in un anno.

Quanti click tolgono gli AI Overviews? Il dato Ahrefs

Secondo Ahrefs (aprile 2025, 300.000 keyword), la presenza di un AI Overview riduce del 34,5% il CTR del risultato in posizione 1. È una media calcolata su un campione in prevalenza informazionale. Non è una previsione per il tuo sito.

Lo studio è pubblicato sul blog di Ahrefs. Ahrefs ha confrontato il CTR della prima posizione su keyword con AI Overview e su keyword senza, in due periodi diversi. Il -34,5% è la differenza media tra i due gruppi, quindi mescola casi con cali molto forti e casi quasi invariati.

Prima di usare quel numero tieni presenti tre limiti:

  • Campione non italiano: comportamenti di ricerca, lingua e copertura degli AI Overviews non coincidono con quelli del mercato italiano.
  • Mix di intenti: le query informazionali sono la maggioranza del campione. Un e-commerce con molte query transazionali ha un profilo diverso.
  • Valore medio: l’impatto cambia per settore, tipo di query e lunghezza della risposta generata.

In Italia Google ha acceso gli AI Overviews il 26 marzo 2025 e AI Mode l’8 ottobre 2025. A ottobre 2026 abbiamo un anno e mezzo di convivenza con le risposte generate, ma non abbiamo più il “prima”: Search Console conserva 16 mesi, quindi oggi i dati partono da fine giugno 2025.

Per questo il dato Ahrefs non mi basta. Lo uso come ipotesi di partenza e poi lo verifico sui dati di ogni cliente. Su alcuni siti il calo è più forte di così, su altri non si vede.

Come isolare in Search Console le query con AI Overview

Dal 2026 Search Console ha un rapporto dedicato, “Funzionalità di AI generativa” (menu Rendimento, ancora in beta), che conta le impressioni del tuo sito dentro AI Overviews e AI Mode: solo impressioni, per pagina, paese, dispositivo e giorno. Niente click, niente CTR, niente query. I dati partono dal 18 maggio 2026 e il rapporto è arrivato a tutti i siti il 31 agosto 2026. Quelle impressioni sono già comprese nel report Rendimento, tipo di ricerca Web: non sono traffico in più, sono una fetta di quello che vedevi già.

Google quindi ti dice quante volte ti mostra dentro una risposta AI, non se qualcuno ti clicca. Per stimare l’effetto sui click devi ancora fare tre cose:

  • segmentare le query per intento, o le pagine per sezione;
  • confrontare click e CTR a parità di posizione tra due periodi;
  • verificare quali query mostrano davvero un AI Overview.

Filtro regex per query informazionali

Il primo passo è separare le query informazionali dalle altre con un filtro regex. Nel report Rendimento scegli Query → Filtro personalizzato (regex) e usa un’espressione di questo tipo:

(?i)^(come|cosa|perché|quando|quale|quanto|chi|dove)\b

Il prefisso (?i) rende il filtro indifferente a maiuscole e minuscole. Attenzione: funziona bene sui blog “domanda e risposta”, molto meno sui siti tematici. Su un sito di medicina olistica che seguo questa regex prende 100 click su 15.700: le query vere sono “riflessologia plantare”, “mal di testa”, “medicina olistica”, senza parola interrogativa. In quei casi conviene segmentare per pagina (filtro Pagina → contiene /magazine/, /blog/ o la cartella delle guide) invece che per query.

Poi crea il gruppo di controllo:

  • le query brand, ad esempio con il nome del sito e le sue varianti;
  • le query transazionali, che contengono termini come “prezzo”, “acquista”, “offerta” o i nomi dei prodotti.

Su questi due gruppi gli AI Overviews compaiono meno spesso. Se il loro CTR resta stabile mentre quello informazionale scende, hai un primo indizio. Search Console non permette “A ma non B” nello stesso filtro regex, quindi brand e transazionali li leggo insieme.

Confronto CTR per fascia di posizione

Il confronto ha senso solo a parità di posizione e tra periodi omogenei per stagionalità. Con 16 mesi di storico, a ottobre 2026 il confronto possibile è luglio-settembre 2025 contro luglio-settembre 2026. Il “prima di marzo 2025” non esiste più in Search Console: se non l’hai esportato all’epoca, l’hai perso.

C’è una seconda trappola. Tra il 12 e il 14 settembre 2025 Google ha disattivato il parametro &num=100, quello che permetteva ai tool di leggere 100 risultati per pagina. Da quel giorno le impressioni “profonde” generate dagli scraper sono sparite da Search Console: studi su centinaia di proprietà hanno misurato cali di impressioni intorno al 50% e posizioni medie migliorate per artefatto. Sui tre siti qui sotto le impressioni anno su anno sono scese del 30-40% e la posizione media è “migliorata” da 13-17 a 7-8: non è merito di nessuno. Quindi:

  1. Export dei dati. L’interfaccia mostra al massimo 1.000 righe, quindi esporta le query via API o con il Bulk Data Export verso BigQuery.
  2. Raggruppamento per posizione. Dividi le query in tre fasce: posizione 1, posizioni 2-3, posizioni 4-10. Assegna la fascia in base alla posizione del primo periodo e segui le stesse query nel secondo: se le riclassifichi ogni volta, confronti insiemi diversi.
  3. CTR ponderato. Per ogni fascia e per ogni periodo calcola il CTR medio ponderato per impressioni: click totali diviso impressioni totali, non la media dei CTR.
  4. Verifica della feature. Controlla su un campione di SERP, a mano o con un rank tracker che rileva la feature, quali query mostrano un AI Overview. Sappi che la presenza la vedi oggi, non sai se c’era anche nel primo periodo.

Il segnale da cercare: click e CTR in calo nelle fasce alte sulle sole query informazionali. Impressioni e posizione media, dopo settembre 2025, non ti dicono più niente di affidabile anno su anno.

Automatizzare con Python e Looker Studio

Per ripetere l’analisi ogni mese uso uno script Python e una dashboard Looker Studio. Lo script, scritto con pandas, fa quattro operazioni:

  • legge l’export di Search Console;
  • applica le stesse regex per classificare le query in informazionali, brand e transazionali;
  • aggiunge una colonna con la presenza dell’AI Overview presa dal rank tracker;
  • calcola il CTR ponderato per fascia di posizione e per periodo.

Il risultato va in un foglio collegato alla dashboard, che mostra l’andamento per gruppo di query. Da quest’anno aggiungo una riga con le impressioni del rapporto AI generativa, per vedere quanto pesa la quota AI mese per mese.

I miei dati: cosa è successo su 3 siti reali

Tre siti che seguo, anonimi: un e-commerce di occhiali con un magazine, un progetto multilingua da 14 milioni di URL e un sito svizzero di medicina olistica. Fonte: Google Search Console, ricerca Web. Periodo A = 1 luglio-30 settembre 2025, periodo B = 1 luglio-30 settembre 2026. Le impressioni AI vengono dal rapporto “Funzionalità di AI generativa” e valgono per il solo periodo B, perché prima non esistevano.

Sito Impressioni in AI Overviews e AI Mode (B) Impressioni totali (B) Quota AI Click totali B vs A
Sito 1, e-commerce occhiali 261.697 1.362.999 19% 23.131 vs 37.488 (-38%)
Sito 2, 14 milioni di URL 864.221 23,5 milioni 3,7% 330.000 vs 247.000 (+34%)
Sito 3, medicina olistica 250.453 919.000 27% 15.700 vs 20.100 (-22%)

Su tutti e tre i siti le pagine più mostrate dentro le risposte AI sono le stesse: le guide. “Come togliere i graffi dagli occhiali”, “occhiali da sole di categoria 3”, “riflessologia plantare”. Non le schede prodotto, non le pagine di servizio. Il contenuto che Google usa per rispondere è esattamente quello che oggi prende meno click.

Sito 1: e-commerce occhiali

Il magazine vale il 92% dei click organici del sito: in Search Console questo e-commerce è un blog. I click sulle guide sono passati da 35.331 a 21.171 (-40%) con il CTR fermo all’1,8%. Il calo è di volume, non di propensione al click.

Fascia di posizione (query informazionali, stesse query in A e B) CTR periodo A CTR periodo B Variazione
Posizione 1 4,62% 4,70% stabile
Posizioni 2-3 8,08% 7,15% -12%
Posizioni 4-10 0,74% 0,45% -39%

Sulle 12 query informazionali più viste, 9 mostrano un AI Overview a ottobre 2026. Su quelle 9 i click sono scesi da 227 a 152, ma 66 click persi su 75 vengono da una sola query, “come togliere i graffi dagli occhiali”: la guida è citata dentro l’AI Overview, ha 30.545 impressioni AI nel trimestre, ed è la pagina che ha perso di più. Essere la fonte non porta il click.

Sito 2: progetto da 14 milioni di URL

Qui le query sono quasi tutte brand, sconti e resi, in sei lingue: la regex informazionale prende lo 0,1% dei click. Il sito cresce (+34% di click), la quota AI è bassa (3,7%) e il magazine, quasi nuovo, è passato da 3.347 a 22.673 click in un anno. Scrivere guide porta ancora traffico, anche nel 2026.

Il dato che fa riflettere è un altro. Sulla query brand principale, in posizione 1 stabile, con impressioni cresciute del 15%, il CTR è sceso da 12,2% a 7,8%: da 17.795 a 13.136 click. Oggi su quella ricerca Google mostra un AI Overview che cita il sito, sopra il risultato organico. L’AI Overview non tocca solo le domande: tocca anche il tuo nome.

Due cautele: Search Console espone solo il 14% dei click di questo sito nella tabella query (il resto è anonimizzato) e l’azienda ha cessato l’attività a fine settembre 2026, quindi i dati si fermano lì.

Sito 3: medicina olistica

Sito svizzero in italiano, tutto informazionale: riflessologia, mal di testa, medicina cinese. È il caso più netto: -22% di click, -30% di impressioni, CTR complessivo in salita da 1,5% a 1,7%, e il 27% delle impressioni che passa già da AI Overviews e AI Mode.

Fascia di posizione (query non brand, stesse query in A e B) CTR periodo A CTR periodo B Variazione
Posizione 1 2,68% 1,15% -57%
Posizioni 2-3 2,48% 2,04% -18%
Posizioni 4-10 0,67% 0,94% +40%

Il CTR crolla dove fa più male, in prima posizione, ed è quello che ti aspetti se la risposta AI assorbe il click. Sulle 12 query più viste, 10 mostrano un AI Overview e il sito è citato in 2. La guida sulla riflessologia plantare ha 17.530 impressioni AI nel trimestre; la query “riflessologia plantare” è passata da 435 a 66 click, con il CTR salito da 0,5% a 0,8%. Non è che la gente non clicca più: è che l’impressione classica non c’è più.

Lettura dei dati

  • Il calo c’è, ma non è un crollo. -22% e -40% di click sulle sezioni-guida in un anno, con un CTR per fascia che tiene in posizione 1 su un sito e dimezza sull’altro.
  • Dove non c’è: sul sito brand e commerciale, che cresce. L’AI Overview però gli ha dimezzato il CTR sulla query col suo nome.
  • Il meccanismo non è “stessa SERP, meno click”: è “meno SERP classiche”. Le impressioni tradizionali calano, le impressioni dentro le risposte AI le sostituiscono, e quelle non le puoi cliccare allo stesso modo.
  • Cosa non posso dire: che la causa sia l’AI Overview. Lo stesso anno Google ha tolto num=100, ha acceso AI Mode e ha cambiato il conteggio delle impressioni. Nessun nesso causale, solo una coerenza tra i dati e l’ipotesi.
  • Quello che mi preoccupa di più non sono i numeri: è che tra sei mesi non potrò più rifare questo confronto, perché la finestra di 16 mesi avrà cancellato anche l’estate 2025.

Cosa cambiare nella pagina per essere citati nell’AI Overview

Google dichiara che non servono ottimizzazioni speciali per comparire negli AI Overviews: valgono le regole della Ricerca. Le pagine che vedo citate però hanno quasi sempre quattro elementi in comune:

  • una risposta diretta in apertura;
  • dati originali;
  • un autore riconoscibile;
  • una struttura facile da estrarre.

È lo stesso lavoro che oggi molti chiamano GEO (Generative Engine Optimization). Nella pratica è SEO fatta bene, pensata anche per i modelli come Gemini che sintetizzano le risposte. Con una consapevolezza in più, dopo i numeri qui sopra: essere citati è una condizione necessaria per esistere nelle risposte AI, non una garanzia di click.

Risposta diretta e struttura

Metti una risposta di 2-3 frasi subito sotto l’H1 e apri ogni H2 con una frase che risponde alla domanda del titolo. Chi legge trova subito quello che cerca, e un sistema di sintesi trova un passaggio autonomo da citare.

Usa liste e tabelle per i confronti e i passaggi operativi. Evita introduzioni lunghe prima del contenuto.

Dati originali ed E-E-A-T

I dati originali e verificabili, con la fonte indicata, sono ciò che un modello non trova altrove. Un test, un campione di clienti, un confronto misurato valgono più di una parafrasi delle guide già in SERP.

Conta anche chi firma il contenuto. La pagina autore deve dire chi scrive, per quale azienda e con quale esperienza, e collegare i profili esterni tramite sameAs.

FAQ e dati strutturati

Una sezione FAQ con domande reali e risposte brevi aiuta sia l’utente sia l’estrazione del contenuto. Prendi le domande da Search Console, dalle ricerche correlate e dalle richieste dei clienti.

I dati strutturati (Article, Person, Organization e FAQPage dove appropriato) chiariscono entità e autore. Devono però essere coerenti con il contenuto visibile. Lo schema markup non è un requisito né una garanzia di citazione.

Ci sono poi i requisiti di base:

  • la pagina deve essere indicizzabile e idonea a essere mostrata come snippet;
  • le direttive nosnippet e max-snippet limitano anche l’uso del contenuto negli AI Overviews.

Quando il tema o il plugin non permettono questi interventi, su WordPress e PrestaShop lavoro direttamente sul codice. Fa parte della consulenza SEO e GEO che seguo per i clienti.

La mia opinione: gli AI Overviews sono un problema per la SEO?

Gli AI Overviews tolgono click soprattutto alle guide, cioè alle pagine che Google usa per costruire la risposta. Le query commerciali reggono, il brand regge nei volumi ma non nel CTR, e chi produce dati propri ha più probabilità di essere citato. È quello che leggo nei siti che seguo. Non lo estendo oltre i dati che ho.

Da Clemente Teodonno, consulente SEO e GEO senior, il primo cambiamento che consiglio riguarda i KPI. Il traffico totale non basta più, e le impressioni anno su anno non valgono più niente. Guardo quattro cose:

  • il CTR per intento e per fascia di posizione, sulle stesse query;
  • la quota di impressioni dentro AI Overviews e AI Mode, dal rapporto dedicato di Search Console;
  • le conversioni da organico;
  • l’andamento delle query brand, click e CTR separati.

Un calo di visite su articoli del tipo “cosa significa” pesa poco se le pagine commerciali convertono di più. E un’esportazione mensile di Search Console costa dieci minuti: tra un anno sarà l’unico “prima” che avrai.

Dove investire:

  • contenuti con dati propri;
  • pagine commerciali curate;
  • lavoro sul brand, perché chi cerca il tuo nome deve trovare te, anche sopra il riassunto.

Cosa non fare: inseguire trucchi per entrare nell’AI Overview. Testi gonfiati di domande, markup non coerente con la pagina e formule “magiche” non hanno basi verificabili e rischiano di peggiorare la qualità percepita del sito.

Se vuoi sapere quanti click ti stanno togliendo gli AI Overviews, richiedi a Clemente Teodonno un’analisi gratuita dei tuoi dati di Search Console. Applico lo stesso metodo descritto qui alle tue query e ti mostro dove il calo c’è davvero e dove no.

Indice
  1. Quanti click tolgono gli AI Overviews? Il dato Ahrefs
  2. Come isolare in Search Console le query con AI Overview
  3. Filtro regex per query informazionali
  4. Confronto CTR per fascia di posizione
  5. Automatizzare con Python e Looker Studio
  6. I miei dati: cosa è successo su 3 siti reali
  7. Sito 1: e-commerce occhiali
  8. Sito 2: progetto da 14 milioni di URL
  9. Sito 3: medicina olistica
  10. Lettura dei dati
  11. Cosa cambiare nella pagina per essere citati nell’AI Overview
  12. Risposta diretta e struttura
  13. Dati originali ed E-E-A-T
  14. FAQ e dati strutturati
  15. La mia opinione: gli AI Overviews sono un problema per la SEO?

Vuoi sapere cosa sistemare sul tuo sito? Te lo dico gratis.

Richiedi l'analisi gratuita
Clemente Teodonno
Consulente SEO e GEO Senior · Google Ads Specialist Clemente Teodonno

Da oltre 15 anni lavoro su SEO, GEO e Google Ads per e-commerce, B2B e brand enterprise, prima come founder di Beweb Agency e poi anche come consulente esterno. Ho un background da sviluppatore: quello che scrivo qui l'ho misurato sui siti che seguo, e quando serve metto mano al codice.